Programma 2018 – 2019

La narrazione al centro

“Era cominciato con una voce che narra ai bambini in una grotta, all’inizio del tempo; finisce con una voce che narra ai bambini in una camera, alla fine del giorno. I bambini, i racconti, i posti sono cambiati: la voce resta” (Tognolini)

 

L’equipe educativa ha deciso di realizzare un progetto di plesso triennale che metta la centro la narrazione. Il titolo scelto in maniera evocativa “In viaggio con le storie” richiama proprio l’idea del viaggio, metaforico (nel tempo personale e storico, nello spazio interiore e geografico, ma soprattutto il viaggio come partenza e crescita), il libro e la storia come soglia che segna un passaggio (da una sezione all’altra, da un anno all’atro fino al passaggio alla scuola primaria, ma anche il passaggio da una fase di vita ad una nuova…per i bambini di questa età la crescita e’ una lenta evoluzione ma in realtà ricca di tanti piccoli cambiamenti, una sorta  iniziazioni che sono passaggi di crescita significativi).

Le tre storie che verranno scelte nei tre anni scolastici (2017/2018  ed i due a seguire) come sfondi per le esperienze educative e didattiche avranno tre caratteristiche in comune:

  • Sono tratte da romanzi classici della letteratura e verranno scelte in riadattamenti adatti all’età ed al progetto annuale (anche con arrangiamenti ed eventualmente interventi testuali e linguistici a cura del team educativo)
  • Sono storie diverse che però hanno come sfondo un percorso di crescita e di iniziazione
  • Per ogni storia sarà scelto fra i personaggi un personaggio mediatore ed una soglia materiale che verranno concretamente tenuti in sezione ed utilizzati nel corso dell’anno per le attivita’ di routine e per introdurre le attività quotidiane

La scelta di mettere al centro della progettazione triennale la narrazione nasce, non solo  da una passione che accomuna il team educativo scolastico, ma soprattutto dell’importanza di educare i bambini, insieme ed attraverso loro i genitori, al potere germinale del narrare, al suo ruolo fondamentale nella crescita del bambino e nell’accrescere anche una relazione adulto-bambino, che giova all’uno come all’altro, in termini di scambio reciproco, autenticità e reale scoperta dell’altro.All’interno della scuola la narrazione fa parte gia’ ampiamente delle pratica educativa quotidiana: in questi anni di esperienze formative collettive e personali, abbiamo sperimentato quotidianamente come la narrazione dell’albo illustrato abbia un “potere salvifico” per i bambini che si ritrovano nelle storie. La narrazione e’ stata sperimentata anche come stimolo per le diverse attività centrate sui diversi campi di esperienza. Proprio grazie a questi anni nei quali l’esperienza della narrazione ha preso sempre più posto all’interno della scuola, vedendo la riposta positiva dei bambini di fronte a queste prime esperienze molto presenti ma forse in maniera ancora molto istintiva ed intuitiva, il team educativo ha sentito la necessità di fermarsi e pensare a come potenziarne l’uso, curarlo maggiormente, progettandone in maniera concreta, centrata e finalizzata la presenza della narrazione a scuola al fine di rispondere a quelli che sono i bisogni più profondi che i bambini portano a scuola tutti i giorni.

 

Ci siamo quindi posti alcune domande fondamentali:

-qual e’ il senso della narrazione per i bambini di oggi, per i bambini e le bambine del 2017 che tutti i giorni ci vengono affidati?

-come sfruttare tutte le potenzialità che la storia possiede in un contesto educativo al contempo rispettandola e preservandole il suo valore e la sua potenza primordiale?

La narrazione orale e’ un topos universale, trova le sue origini nella culla dell’umanità ma anche nella culla di ciascun individuo: la voce del narratore e’ uno dei primi strumenti di relazione sociale e di coppia mamma-bambino. Quello che ci chiediamo e’ il ruolo che la narrazione può rivestire nel secolo attuale, in un mondo circondato da messaggi costanti, fatti di parole ed immagini, suoni e musica, suggestioni: i messaggi sovrastano l’individuo, soprattutto il bambino che si trova sommerso da forme di comunicazioni vecchie e nuove, che non può comprendere appieno senza un filtro adulto che gli permette di selezionare e dare un senso alla moltitudine delle informazioni ricevute.

Qual è ora il posto della narrazione all’interno della nostra società? Ha ancora valore narrare per un bambino e per una bambina del 2017?

Alcuni studiosi ritengono che “l’arte del narrare si avvia al tramonto” (Benjamin), che l’avvento della scrittura anche nella trasmissione delle opere narrative abbia segnato la fine della narrazione ad alta voce. Da un altro punto di vista, la narrazione però riemerge, in modo diverso, in tanti ambiti, anche nella nostra quotidianità, come una piccola rivincita sui nuovi media (basti pensare al posto che occupano nuove forme di storytelling all’interno dei programmi mediatici).

Secondo noi chi si occupa di educazione, la scuola dell’infanzia in primis, si trova piuttosto di fronte ad una duplice sfida. Da una parte è chiamato ad educare allo spirito critico affinché l’infanzia non sia solo consumatrice, ma anche fruitrice consapevoli di queste moderne narrazioni: la scuola è chiamata a fornire chiavi di lettura e strategie che permettano ai bambini ed ai giovani di non soccombere di fronte a questa narrazione perfusa e potente, quanto piuttosto di ricercane orizzonti di senso, selezionando e scegliendo nel vasto panorama attuale.

La seconda faccia della sfida è educativa è questa: constatato questo tessuto sociale a livello narrativo, è necessario anche chiedersi quale sia oggi il ruolo e lo spazio della narrazione vissuta come esperienza vissuta in prima persona in relazione fra adulto e bambino, tessuta da file di parole  “che  restituiscono senso all’intero arco delle esperienze, tentando di riordinare il disordine che spesso connota la realtà, interpretando, stabilendo connessioni, impregnando di quel senso i vissuti,  i fatti, le relazioni, le cose e le parole stesse, ancora nelle voci” (Bernardi).

Risposta a questa prima domanda abbiamo riflettuto in equipe’ su quali canali e metodologie, strumenti e setting abbiamo a disposizione nella scuola dell’infanzia affinchè tutto questo potere narrativo si possa attuare nella prassi quotidiano, anche come promotore di esperienze che vadano a stimolare le diverse aree di sviluppo del bambino: siamo fatti di storie come individui, ma anche la pratica educativa quotidiana all’interno della scuola dell’infanzia e’ fatta di storie che guidano la giornata e che sostengono l’apprendimento del bambino.

L’albo illustrato diventa una risposta a questo secondo interrogativo: la lettura di un buon albo illustrato diventa un momento catalizzatore dell’esperienza educativa, un motivatore, un contenitore nel quale far confluire le diverse proposte che l’insegnante propone alla sua sezione. L’albo illustrato e’ stato definito un iconotesto, proprio per il suo legame inscindibile fra parole e immagini: il senso nasce dalla relazione fra linguaggio verbale e iconografico e anche grazie alla inferenze che il lettore può compiere nella tessitura fra i due linguaggi.

Il mondo dei libri per bambini è anche il Paese dei mostri selvaggi. Forse perché i bambini stessi sono in parte selvaggi, non civilizzati e ancora spinti ad esplorare i margini più selvatici del mondo e della loro stessa mente (…) loro sanno di non sapere ancora tutto. E un buon libro non è forse come quel bambino? Se ne sta appoggiato sulle nostre mensole, sui nostri comodini, dentro casa, ma non è domestico, non è addomesticato. Mentre lo leggi ti rendi conto che è tornato da qualche luogo selvaggio (…) e le storie possono essere catturate dalla stampa, rilegate finemente fra le pagine e ordinate bene sugli scaffali. Ma i libri migliori protendono al di fuori della carta stampata e ritornano alla voce umana, ai canti degli incantesimi, al movimento, al corpo e ai sensi.” (Almond).

 

A partire da questa premessa per questi tre anni scolastici svilupperemo tre progetti di plesso che mettendo al centro la narrazione possano stimolare la crescita dei bambini nei diversi campi di esperienza.


 

Per l’anno scolastico 2018-2019 abbiamo scelto come sfondo del nostro anno scolastico la storia de Il mago di Oz di F. Baum.

Dopo l’esperienza dello scorso anno scolastico, abbiamo scelto di differenziare la scelta editoriale per le sezioni, in base all’età dei bambini e di creare come team educativo degli strumenti mediatori della narrazione che possano agevolare i bambini nella interiorizzazione della storia.

Per la sezione dei girasoli è stata scelta l’albo illustrato della Gallucci “Il meraviglioso Mago di Oz”(di Laporte e Laytak) accompagnato da uno strumento ispirato alle story stones, che agevola la narrazione del bambino.
Per la sezione dei tulipani è stata scelta l’albo illustrato della Gallucci “Il meraviglioso Mago di Oz”(di Laporte e Laytak) accompagnato da un cesto di travestimenti ispirati ai personaggi della storia, per promuovere la drammatizzazione della storia.
Per la sezione delle primule è stato realizzato un albo illustrato dal team insegnante su misura per l’età dei bambini accompagnato da una casetta e dei personaggi di stoffa con cui interpretare la storia e giocare.

Il personaggio mediatore che accompagnerà le routine e le attività dei bambini è Toto, il cagnolino compagno di avventure di Dorothy.

Le programmazioni di sezione (che seguiranno questa progettazione curriculare nel corso dell’anno) declineranno alcuni temi tratti dalla storia che il team educativo ha scelto come centrali per le attività dell’anno.
I temi prescelti sono:
-I talenti di ciascuno di noi: come i personaggi della storia hanno caratteristiche molto diversi fra di loro e sono alla ricerca “di ciò che gli manca”, anche il percorso di crescita di ogni bambino porta alla scoperta di sé e della propria unicità. Lo sviluppo del pensiero critico, la scoperta delle proprie preferenze, diverse da quelle degli altri pari, la ricerca della propria originalità saranno aspetti del percorso scolastico di quest’anno.

• La relazione: Dorothy non affronta la sua avventura da sola, ma in compagnia ed in comunione con i suoi compagni, senza i quali non sarebbe riuscita a tornare a casa.
La costruzione di relazioni significative, “che sappiano scaldare il cuore” e’ un altro aspetto centrale nella prassi scolastica quotidiana. La cura delle dinamiche di gruppo, grande e piccolo, e il benessere del singolo nella relazione sono la base per la convivenza sociale. La cura della relazione comprende anche la relazione fra adulti e l’alleanza educativa che si stringe fra insegnanti e genitori nella costruzione della comunità educante.

• Il viaggio: il romanzo scelto per quest’anno scolastico racconta di un viaggio. Il tema del viaggio porta in sé tanti significati metaforici come il passaggio, l’avventura e la crescita, elementi che caratterizzano questa fascia d’età e la nostra esperienza scolastica Per la sezione delle primule i passaggi sono stati molteplici nei primi mesi di scuola: la cura e il valore che diamo a tutti questi aspetti riveste un ruolo fondamentale nel percorso di crescita dei bambini. Tutta la vita scolastica sarà proposta in chiave di avventura, sia nelle uscite didattiche sia nei progetti di ogni singola sezione.

-l’educazione sentimentale: i personaggi della storia mettono al centro i sentimenti che provano (paura, coraggio, desiderio, …). La vita scolastica di tutti i giorni è una palestra di allenamento di relazioni e gestione delle emozioni e dei propri sentimenti (paura, rabbia, tristezza,…). Come afferma Goleman, teorica dell’intelligenza emotiva, Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.”

• Il valore dell’albo illustrato, della storia e del narrare La narrazione verrà messa al centro del pensiero pedagogico, facendo scoprire ai bambini e alle loro famiglie, il potere della narrazione nel percorso di crescita dell’individuo.
A partire dalla narrazione della storia, verranno proposte ai bambini esperienze che andranno a toccare i diversi campi di esperienze:la storia di Dorothy, Toto e gli altri personaggi saranno un “filo rosso” che accomuna tutte le sezioni e le guiderà lungo diversi percorsi di crescita, di apprendimento, di scoperta ed esplorazione.


 

Metodologia

Anche quest’anno abbiamo deciso di utilizzare un personaggio mediatore, che verrà utilizzato sia per introdurre le attività di programmazione giornaliera (e anche per coltivarne la motivazione) sia quando si presenta la necessità di una mediazione nel rapporto fra adulti e bambini o fra pari, sia come guida e compagno nelle routines quotidiane. Ispirato alla tema dell’anno abbiamo deciso di scegliere un personaggio noto, ma re-inventato e creato con le nostre mani,.Toto.